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Fin dall'antichità gli uomini di scienza si sono posti gli interrogativi:
da che cosa è formata la materia che ci circonda? quale è il principio fondamentale?
E tutti più o meno hanno cercato la risposta nell'osservazione della natura:
Talete sosteneva fosse l'acqua, Anassimene l'aria, Pitagora il numero, ....
Un tale di nome Anassimandro ebbe una intuizione: ciò che cerchiamo non so cosa sia,
ma certo dev'essere qualcosa di indefinito e indivisibile e lo chiamerò A p e i r o n.
Noi non siamo scienziati nè filosofi, non almeno nell'accezione usuale del termine. Ma come gli antichi studiosi osserviamo la natura.
Ponendoci degli obiettivi più modesti, ci limitiamo a rappresentarne la nostra interpretazione e nel far questo,
nel nostro piccolo, diffondiamo conoscenza.
Anche noi cerchiamo l'Apeiron, quel qualcosa che si trova in ogni scena, l'elemento primario: c'è senz'altro e quando riusciamo
a trasmetterlo abbiamo l'immagine così come l'abbiamo pensata.
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